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Will Oldham è un cantautore di Louisville, Kentucky. All’inizio degli anni ’90 ha pubblicato una lunga discografia di album, ep e singoli a nome Palace, Palace Brothers, Palace Songs e Palace Music. In questo periodo ha contribuito alla nascita del folk alternativo anni ’90 coniugando sonorità lo-fi, cantautorato, blues elettrico e intimismo alla Nick Drake. Trai dischi usciti nel periodo “Palace” vale la pena citare come fondamentali “Days in the wake” e “Viva last blues”.Verso la fine degli anni ’90 l’artista ha cambiato nome d’arte in Bonnie “Prince” Billy (ispirato a Nat “King” Cole) e ha raffinato il suo stile dando alla luce nuove gemme di folk alternativo, contrassegnate da una grande varietà di spunti musicali e da una produzione più pulita. Con questa rinascita Oldham, raggiunge vette artistiche difficilmente toccate precedentemente o da altri artisti della stessa estrazione musicale. In questa discografia, meno dispersiva e diretta ad una ricerca stilistica personale e più elegante, vanno annoverati come capolavori assoluti “I see a darkness”, vero punto di svolta e pietra miliare della musica alternativa, “Ease down the road”, segnato da delicate ballate solitarie, e l’essenziale “Master and everyone”; “Greatest palace music” costituisce un interessante esperimento di rilettura di svariati brani pubblicati come “Palace”.Da sempre stimolato dal confronto con i musicisti del panorama alt-rock e post-rock, Will Oldham ha spesso pubblicato dischi insieme ad altri artisti: tra le collaborazioni le migliori sono sicuramente “Superwolf” (con il chitarrista Matt Sweeney) e l’ultimo LP studio “The letting go”, contrassegnato da splendidi duetti con DawnMcCarthy; un po’ meno riuscite sono le cover di “The brave and the bold” incise insieme ai post-rocker Tortoise.
Da Storia Della Musica: “stiamo parlando del più grande erede del folk sghembo, capace di spaziare dalla ballata al post-rock, mantenendo intatta la sua posizione su quel labile confine tra intimismo e classicismo, tra orecchiabilità e ricerca, tra poesia e divulgazione della tradizione. Oldham sa parlare a tutti, e solo lui riesce a farlo in quel modo. Quale, scopritelo voi, e iniziate concedendovi l’ascolto della sua “I See a Darkness” riletta da Johnny Cash su “American Recordings III”, brano in cui l’autore ha l’onore di duettare con uno dei suoi maestri.
Se Bob Dylan e Nick Drake erano e continuano ad essere imprescindibili, alla loro schiatta da molto tempo si è aggiunto Bonnie “Prince” Billy. […] Non rimane che inchinarsi al principe e rabbrividire per la voce e la scrittura che, tra meraviglie e scivoloni, sta salvando la semplicità e la purezza della canzone. Non esagero dicendo che abbiamo davanti l’anima limpida e plumbea di una certa America: prendete e ascoltatene tutti.”
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